
“The often large international companies we work with have a distinctly professional view of furniture. One of the most important points is that the models should not merely reflect transient fashions.” Marcello Panizzutti

A few hundred CBRE employees in Europe deal with building consultancy, whose scope includes project management as well as architecture and interior design.
Pensare "glocalmente" agli ambienti di lavoro di domani
Gli uffici di tutto il mondo stanno diventando sempre più globalizzati. Questa tendenza viene assecondata da Real Estate multinazionali, le cui attività si estendono anche alla progettazione architettonica e d’interni. A Milano, Kinnarps Magazine ha intervistato l’azienda leader globale nel settore del Real Estate.“I fornitori con cui collabora CBRE Italia non possono essere troppo piccoli. Devono essere ben presenti in tutto il mondo e capaci di mantenere le proprie collezioni di arredi in produzione per diversi anni.”.
“Un’azienda come la nostra contribuisce chiaramente alla diffusione di un punto di vista internazionale. Ma lo scenario è in realtà molto più complesso di questo. Ci sono correnti importanti che agiscono a tutela delle culture locali.”
Queste parole sono state pronunciate da Marcello Panizzutti, direttore del dipartimento di Building
Consultancy di CB Richard Ellis Italia Milano, un attore mondiale che unisce competenze globali con un know how locale. L’azienda italiana fa parte di CB Richard Ellis Group, con Headquarter a Los Angeles , ed è la più grande Real Estate al mondo con circa 300 uffici in 57 paesi. L’Ingegnere Marcello Panizzutti ha maturato la sua esperienza in Inghilterra e in Italia. Il nostro incontro avviene nel loro ufficio di Milano situato nello storico quartiere di Brera, che sorge alle spalle del Teatro alla Scala. Molti dei nomi più famosi nel campo del design e della moda hanno i loro uffici lì.
Questa posizione tradizionale ma al contempo trendy è particolarmente adatta al gigante globale CBRE, inserito nel prestigioso elenco di aziende Fortune 500. L’azienda è presente in Italia dal 1989 e ora detiene una forte posizione all’interno del Paese, con uffici a Roma, Torino e Milano,
il più importante centro d’affari d’Italia. CBRE Italia offre una vasta gamma di servizi. Non
funge solamente da mediatore e da finanziatore, agisce da consulente per vendite, acquisti e stime, facility e amministrazione, nonchè per aspetti legali e tecnici. In misura sempre maggiore funge anche da consulente in qualità di esperto nella gestione di progetti ed appalti.
Questo è un campo dinamico che registra una forte tendenza alla crescita, anche in periodi di crisi, quando i servizi di mediazione tradizionali sperimentano una flessione della domanda. Alcune centinaia di dipendenti di CBRE in Europa si occupano di consulenza tecnica, il cui ambito include il project management, nonchè la progettazione architettonica e d’interni. “Sta diventando sempre più importante non solo trovare gli edifici giusti, ma anche svilupparli e adattarli alle esigenze dei clienti,” spiega Marcello Panizzutti. A suo avviso, l’apertura e l’operatività in rete sono le
caratteristiche fondamentali degli uffici moderni. Un numero impressionante di aziende è alla ricerca di edifici ultramoderni dal tocco internazionale con ampi open space piuttosto che una serie di piccoli spazi chiusi.
Stanno diventando sempre più comuni anche gli ufficicon connessioni avanzate, dove tutto avviene via computer. Cavi, fili e i telefoni di vecchia generazione stanno scomparendo, e le scrivanie personali diventano sempre più rare. Tutto sommato, un tipo di ambiente non
sempre facile da riprodurre in una città come Milano. “Specialmente nelle zone centrali e storiche della città sono presenti numerosi edifici antichi, spesso considerati patrimonio storico, che non sono stati costruiti per questi tipi di ambiente,” afferma. Ma ci sono cambiamenti in arrivo. Non da ultimo perché Milano organizzerà l’esposizione mondiale Expo 2015. Un enorme progetto edile chiamato “Citylife” è in fase di realizzazione e include progetti per nuovi edifici e
distretti cittadini, leggermente periferici rispetto al centro città. Sta prendendo piede un nuovo modello di pensiero urbano. “Stiamo ottenendo più proprietà moderne di prim’ordine, dove non è necessario scendere a compromessi con i valori storici,” spiega. Si tratta dello stesso sviluppo di Londra o Parigi, dove il centro ospita un numero sempre maggiore di piccoli uffici esclusivi e
negozi di fascia alta. Vengono invece costruiti ampi edifici moderni fuori dal centro, come a Canary Wharf o nel quartiere La Défense. Mediante il suo dipartimento di Building Consultancy,
CBRE Italia è a conoscenza di ciò che accade nel mondo dell’architettura e della progettazione di interni ed è altresì in grado di influenzare tali settori. Paradossalmente, la ben nota sensibilità italiana per il design non ha sempre la stessa forte posizione anche in patria. “Gran parte del design italiano esclusivo è destinato ai mercati internazionali,” afferma Marcello Panizzutti.
“Allo stesso tempo, qui in Italia siamo sempre stati enormemente legati al nostro retaggio culturale, non da ultimo per quel che riguarda l’architettura. Quindi, per molto tempo ci siamo opposti a quella che chiamiamo ‘starchitettura’ internazionale.” In effetti, è solo da pochi anni che architetti
internazionali di fama mondiale quali Richard Meier, Zaha Hadid e Rem Koolhaas hanno fatto il loro ingresso nel mondo dell’architettura italiana. Quella barriera è stata abbattuta!
“Tuttavia, riscontriamo numerosi diversi atteggiamenti tra i nostri clienti,” spiega. Mentre alcuni richiedono uno stile internazionale, altri hanno un atteggiamento più deferente, desideroso di adattarsi a ciò che è più adeguato a livello locale e normalmente apprezzato dagli italiani.
Ci sono anche esempi di veri e propri scontri tra culture, in particolare per quanto riguarda la disposizione e la progettazione dell’ufficio. Gli americani hanno spesso un’idea diversa dagli europei. La tradizione statunitense concepisce lo svolgimento del lavoro in piccoli uffici
simili a scatole costituiti da pochi metri quadrati e senza finestre. Ma tutto ciò non può funzionare qui in Italia, ed è parte del lavoro di un consulente riuscire ad appianare le divergenze.
E per quanto riguarda gli arredi d’ufficio, qual è il punto di vista? “Le grandi aziende internazionali con cui spesso lavoriamo possiedono un punto di vista decisamente professionale in merito agli arredi d’ufficio,” afferma Marcello Panizzutti. “Uno degli aspetti più importanti è che i modelli non rispecchino semplicemente delle mode passeggere. E’ importante dare una continuità di gamma
per poter gestire future implementazioni. Ciò significa che i fornitori con cui collabora CBRE
Italia non possono essere troppo piccoli. Devono essere ben presenti in tutto il mondo e garantire che i prodotti restino in produzione per diversi anni. Devono anche essere in grado di offrire servizi ed assistenza ai clienti in modo flessibile. “Tutto ciò è molto importante per noi per poter fare un buon lavoro,” afferma il direttore del dipartimento di Building Consultancy di CBRE Italia a Milano, che personalmente preferisce uno stile minimalista. L’Ing. Panizzutti ha notato inoltre una chiara rottura con le tendenze del passato e un ritorno ad arredi dall’aria più accogliente, preferibilmente in legno. Generalmente i materiali naturali sono sempre più richiesti, così come un
ambiente accogliente e intimo. I clienti si stanno allontanando dagli ambienti lavorativi dall’aspetto
eccessivamente freddo. A volte Marcello Panizzutti si chiede se tutto questo comfort sia positivo per il business delle aziende. Se un numero sempre maggiore di uffici inizia ad assomigliare
a delle tranquille sale d’aspetto, questo potrebbe rivelarsi non essere il miglior modo per promuovere l’efficienza. Ma nello stesso tempo ha notato che le diverse culture aziendali rivestono un ruolo importante in tal senso. In alcuni contesti, un’atmosfera particolarmente rilassata può andare di pari passo con elevate prestazioni. Un ambiente informale può rappresentare uno stimolo per l’individualismo e l’efficienza. “È ancora in parte una questione di generazioni,” afferma. I più giovani sono più abituati ad ambienti rilassati e informatizzati e il lavoro in rete è senza dubbio parte del futuro.
Ingrid Sommar